Crisi della modernità


Il sito si rivolge ad appassionati di scienze sociali e ha lo scopo di analizzare l’attuale fase storica, sociale e culturale, caratterizzata da elementi di discontinuità rispetto alla fase precedente. Si può parlare proprio di crisi della modernità. La modernità era caratterizzata dalla centralità dello Stato-Nazione, dall’affermarsi della razionalità in molti ambiti della vita sociale e dall’innovazione tecnologica. Il mutamento sociale si fa più rapido e vede le sue origini in contesti spazio-temporali lontani dagli individui. Ne consegue una situazione di disagio, di disorientamento, di crisi per l’individuo, che perde i punti di riferimento ai quali era storicamente abituato.

Per svolgere questo lavoro di ricerca ho cercato di stabilire un dibattito virtuale tra alcuni degli autori che, ritengo, più si sono spesi per cercare di capire questo nuovo fenomeno che non è più modernità, ma che con questa mantiene dei legami. Tra questi vi sono Zygmunt Bauman, che ha usato la metafora della liquidità per definire questa modernità individualizzata, privatizzata, incerta, flessibile, nella quale parlato a una libertà senza precedenti fanno da contraltare una gioia ambigua e un desiderio impossibile da saziare. Arjun Appadurai, che attraverso una teoria dei flussi culturali globali sviluppa un’antropologia multisituata per lo studio della globalizzazione. Fredric Jameson che parla di postmodenismo, come di questa nuova logica culturale del tardo capitalismo. David Harvey che affronta il tema dello spazio e del tempo nella vita sociale per mettere in evidenza i legami materiali tra i processi politico-economici e i processi culturali. E infine Marc Augè che attraverso le tre figure dell’eccesso (di tempo, di spazio e di ego) definisce la surmodernità.

Il dibattito si articolerà partendo dalla descrizione della modernità, poi delle sue crisi e infine le conseguenze.